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Il “nuovo” Notiziario, abbiamo intervistato il Direttore

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Lo abbiamo più volte citato nei nostri post, é probabilmente l’organo di informazione più completo sulla nostra città, il suo Direttore ha scelto di non accedere al Finanziamento pubblico per l’editoria e adesso cambia veste.

E’ infatti nel numero uscito Venerdì scorso che la Redazione de “Il Notiziario” ha annunciato che dal prossimo numero vedranno la luce importanti novità sopratutto dal punto di vista grafico, infatti oltre a cambiare il “formato”, un po’ più piccolo, anche la qualità di stampa e quindi le fotografie subiranno una variazione, ovviamente in meglio. 

Ho colto l’occasione per contattare il Direttore, Piero Uboldi, al quale ho chiesto una breve intervista che riporto qui di seguito:

Da quanti anni esiste “Il notiziario” e da quanto è lei il Direttore?

Piero Uboldi: Il Notiziario, in sostanza, esiste dal 2000; io ne sono il direttore dal 2001.

Che cosa vi ha spinto ad apportare le novità di cui abbiamo accennato prima (sul formato e la grafica)?

Piero Uboldi: Le novità di formato e di grafica che “debutteranno” venerdì 31 ottobre sono date dalla necessità di stare al passo con i tempi: io personalmente non credo nei giornali fatti di sole fotografie con poco spazio per il testo, perché più che informazione mi sembra spettacolo; tuttavia è indubbio che oggi l’immagine abbia assunto un ruolo importante, per cui il lettore non chiede soltanto notizie interessanti e articoli scritti bene, ma chiede a un giornale anche fotografie chiare e possibilmente a colori. Insomma, occorre migliorare la qualità di stampa e aumentare le pagine a colori. La necessità è questa per stare al passo con i tempi. Per avere più pagine a colori e una stampa migliore occorreva cambiare rotativa, ma la nuova rotativa gira su un formato di giornale più piccolo, il formato de “Il Giorno”, così abbiamo dovuto adattarci. Però, siccome non vogliamo prendere in giro i nostri lettori, per compensare la perdita di centimetri nella lunghezza delle pagine, abbiamo aumentato il numero delle stesse. Mi sembra uno “scambio” onesto.

La scelta di non avvalervi dei finanziamenti pubblici dell’editoria (a differenza dei vostri concorrenti), la ritiene ancora una scelta vincente? e se sì, perché?

Piero Uboldi: Dipende. Se si vuole diventare ricchi con la stampa, non è una scelta vincente. Se si vuole restare liberi di poter riportare la realtà senza condizionamenti, è senza dubbio la sola strada percorribile, secondo me. I finanziamenti pubblici sono secondo me qualcosa di vergognoso, perché riversano fiumi di soldi su giornali e giornalini non per il loro contenuto, ma per la loro formula giuridica. Così ci sono anche giornali secondo me “spazzatura” che ricevono centinaia di migliaia di euro. Vi faccio un esempio: un musicista che esegue musica classica in Italia non ha spazi perché mancano i finanziamenti, mancano i soldi per organizzare concerti al di fuori dei soliti circuiti. Però ci sono giornali di musica che ricevono montagne di finanziamenti. Secondo voi è più giusto finanziare l’artista o chi parla dell’artista? E comunque gli ultimi governi, sia Prodi che Berlusconi, hanno tagliato questi finanziamenti non del tutto chiari a parte della stampa, dunque chi viveva grazie ad essi oggi rischia di trovarsi in difficoltà; noi che viviamo solo dell’euro che spende ogni nostro lettore non corriamo questo rischio: noi siamo in difficoltà solo se scriviamo stupidate, perchè perdiamo l’affetto della gente.

Qual è la storia “locale” più bella e quale quella più brutta che ha pubblicato sul giornale in questi anni?

Piero Uboldi: In vent’anni ho scritto più o meno cinquantamila articoli, quasi tutti della nostra zona, e ne ho pubblicati altrettanti come direttore. Non posso dire quale sia la storia più bella e più brutta tra gli articoli dei miei collaboratori, perché non voglio fare un torto a nessuno. Posso dirvi di quelli che ho scritto io. Senz’altro i più brutti sono quelli riguardanti gli incidenti mortali, perché noi siamo uomini, non sciacalli; più di una volta mi è capitato di andare sul luogo di un incidente e scoprire che conoscevo la persona sdraiata a terra con un lenzuolo steso sopra. E’ una sensazione terribile. Io dico sempre ai miei collaboratori: quando scrivete di una persona morta, pensate che a leggere l’articolo sarà la madre di quel ragazzo o di quell’uomo, mettetevi nei suoi panni e scrivetelo con il cuore. E vedo che spesso (non sempre) riesco a farlo capire. La storia più bella invece… ce ne sono tante, ma la storia più incredibile, ve lo assicuro, l’ho scritta anni fa: tre donne (di cui due anziane) di Garbagnate che mi hanno giurato di aver visto sulla Varesina a Ospiate un ufo alzarsi in cielo e gli automobilisti fermi in coda come ipnotizzati. E’ una storia ovviamente incredibile, lo so bene, ma se ve la racconta una persona che potrebbe essere come vostra madre, donna saggia e con i piedi ben piantati per terra, che cosa pensate? E se sono in tre a raccontarvela? Vi dico questo per farvi capire che notizie incredibili o eccezionali ce ne sono anche dalle nostre parti, non solo nei telefilm americani. Purtroppo però non si ha mai tempo sufficiente per approfondirle, perché occorre subito correre alla notizia successiva. Ed è un peccato.

Come vede iniziative come quella degli “urban blog” all’interno del panorama informativo locale?

Piero Uboldi: Gli urban blog sono un fenomeno interessante e prezioso, poiché consentono alla gente (soprattutto ai giovani) di partecipare ai problemi della città. Voi dovete capire una cosa: chi amministra una città può essere onesto o disonesto, ma la cosa più pericolosa è che la gente non partecipi, che non si interessi, perché se non c’è partecipazione anche l’onesto rischia di diventare disonesto e lavorare per i suoi interessi anziché per la comunità (tanto la gente non se ne accorge perché non partecipa). Qualunque forma di partecipazione è la base assoluta della democrazia e dell’onestà: giornali locali, radio locali, blog, volantini… Tutto ciò che consente alla gente di conoscere ciò che avviene in una città è importante, se poi questo mezzo (come accade per i blog) consente anche di discuterne, è ancor meglio. Perciò vi auguro tanta fortuna, ma soprattutto vi auguro di lavorare sempre per il bene della vostra comunità, non per una parte o per l’altra. Buon lavoro.

Ringraziamo il Direttore Uboldi e auguriamo a lui e a tutto il suo staff un buon lavoro e nuovi successi.

 

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