La Madonna dell’Allievi è «risorta» per mano di Giuseppe Croci, tecnico e scenografo della Scala di Milano. Il merito, va detto, è di due amici del pittore e artista garbagnatese Ambrogio Allievi, scomparso una ventina di anni fa, le cui opere sono ormai note a livello nazionale.
«La burocrazia è lenta e macchinosa e la Madonna stava scomparendo», raccontano Michele Cappiello, 59 anni e Pasquale Guidone di 73, che di tasca propria hanno finanziato il restauro della “Mater Salvatoris con il bambino”. L’opera, ritratta in un’edicola parietale dipinta sulla parete nel dicembre del 1938 dall’Allievi poco più che vent’enne, è collocata sotto un portico interno in cui si intravedono alcune travature risalenti al tardo ‘600.
La Corte è quella di Preatoni o Allievi, nella storica via Monza, detta anche “Curt del Sibreta” o “di Cabià”, perché un tempo fu abitata appunto dagli Allievi, famiglia originaria di Cabiate (Brianza), che si trasferì nel 1823 a Garbagnate.
Per alcuni anni Michele e Pasquale hanno fatto la spola tra Garbagnate e l’Accademia delle Belle Arti in cerca di un’artista volontario in grado di recuperare il dipinto parietale sempre più consumato dall’erosione e dagli anni, ma senza ottenere risultati. Inutili le centinaia di lettere di aiuto inoltrate a Comune e uffici preposti per la tutela del patrimonio artistico, vane anche le tante segnalazioni a persone facoltose e con possibilità economiche decisamente superiori a quelle dei due cittadini e amici del pittore. «Ma per amore dell’Arte si fa questo e d’altro –racconta Guidone, che di mestiere faceva il cromista/ritoccatore di riviste –. L’amico Allievi ci ha lasciato un patrimonio artistico che dovevamo assolutamente preservare. Pur non disponendo di molte risorse, siamo comunque riusciti a contattare questo bravo restauratore che ha capito subito l’importanza dell’opera, rimessa a nuovo nei ritagli di tempo durante l’estate scorsa».
«Ora la Madonna è salva –sottolinea con orgoglio Michele Cappiello, che di mestiere faceva il tubista saldatore –. L’opera di Allievi è uno dei tanti lavori che l’artista ha lasciato in città. Lui amava molto riprodurre le sue opere su tela e sulle facciate parietali delle vecchie corti, figure sacre e immagini di vita contadina. I suoi quadri sono esposti ovunque. Noi non potevano lasciar morire questo suo lavoro a causa dell’umidità e dell’usura dovuta al tempo». Ambrogio Allievi, conosciuto come «El pitur de Garbagnàa», non solo perché era nativo di Garbagnate dove nacque il 22 luglio 1918, ma soprattutto perché aveva prediletto dipingere soggetti del paese. Amava anche definirsi «pittore operaio», perché come tale lavorava presso la Bayer, dedicando il rimanente tempo alla pittura come autodidatta.
Frequentò la scuola superiore degli Artefici di Brera dove ricevette due medaglie d’argento tra il 1937 e il ’39. Mori a Garbagnate nel 1993 e due anni dopo il Comune gli dedicò una mostra antologica in biblioteca e una piazza nel vecchio cimitero.
Paolo Guerriero



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