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Centro commerciale PE4: il punto di vista sociale

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Foto di thelazydesigner da Flickr

Tra i possibili e probabili effetti sociali di simili insediamenti commerciali c'è, com'è successo in tanti altri posti, lo spostamento del centro cittadino verso il centro commerciale.

Nello studio dell'Osservatorio del Commercio della Regione Piemonte, si legge che un importante impatto indiretto riguarda la modificazione sociale degli stili di vita da parte della popolazione. Il nuovo modello di consumo imposto dal centro commerciale, ha determinato la costituzione di un nuovo "effetto città" che ha di fatto spostato il cuore della città, quale centro di aggregazione e di consumo, dal centro storico del paese al centro commerciale.

Il progressivo svuotamento del centro storico nelle ore serali e nei fine settimana e l'indebolimento delle attività consolidate nell'area urbana centrale, diventano segnali evidenti della veloce modificazione sociale.

Da varie letterature e statistiche sul tema, si deducono le caratteristiche e le atmosfere di questi luoghi: il mordi e fuggi, la svendita e la mercificazione generalizzata. La maggiore parte di queste strutture sono costruite come paesi, borghi medievali, come mondi a parte, dove tutto è rigorosamente finto.

La domenica le piazze italiane sono vuote. Quasi deserti gli stadi, le chiese, i cinema, i luoghi tradizionali della vita sociale. Sono tutti al centro commerciale, ma solo il 36% di coloro che vanno al centro commerciale comprano qualcosa. Il 55% lo usa come luogo per il tempo libero: ragazzi, anziani o abitanti che non hanno soldi o altri posti dove andare. I quartieri perdono la propria identità a causa della chiusura delle piccole attività e della loro trasformazione in dormitori.

Immaginate che ulteriore squallore sarebbe il centro storico di Garbagnate, senza quei pochi piccoli negozi che ancora lo animano. E gli altri quartieri con vie e piazze sempre più vuoti.

Che smentisca o no, chi oggi rappresenta l'amministrazione comunale che sta portando avanti il centro commerciale, sponsorizzandolo e difendendolo, tre anni fa promise ai suoi elettori un fermo no al centro commerciale, la valorizzazione e rivitalizzazione del centro storico, l'evitare che Garbagnate diventasse una città dormitorio. Tutte promesse false smentite dai fatti.

I fatti sono che nel progetto futuro di Garbagnate ci sono sempre più luoghi di aggregazione sociale al chiuso, che le strade saranno sempre più ad uso esclusivo delle auto, che le piazze serviranno per i mercatini, che qualunque iniziativa dentro o fuori il centro commerciale vedrà i garbagnatesi come consumatori prima ancora che cittadini. Quindi, se siete dei bravi consumatori (nel senso che spendete denaro), vi piace socializzare al chiuso davanti a delle vetrine, vi muovete prevalentemente in auto tra palazzi di dieci piani e più, la Garbagnate che vi stanno preparando fa per voi.

Non per me.

 

Commenti  

 
#1 maxgrillo 2010-06-21 13:16
SIamo i soliti ingrati ... :-* il nostro governo cittadino sta lavorando in maniera egregia al fine di ridurre ed azzerare il pericolo di incidenti tra biciclette che verranno, tassativamente vietate, all'interno del/dei nuovissimi centri commerciali! :P
 
 
#2 gianlucaaiello 2010-06-21 13:29
Lo so. Non sono mai contento! ;-)
 
 
#3 Ospite 2010-06-21 15:37
Gianluca ha ragione e l'analisi è corretta.
Ma, quello che la gente deve sapere, grazie anche a Garben TV, è che:
- Primavera Abate è bugiarda, in quanto per mesi (durante le elezioni) ha predicato il NO al centro commerciale ed ora è sulla sponda opposta;
- Elia è bugiardo per gli stessi motivi. Ce lo ricordiamo tutti mentre arringava le folle di commercianti locali (creduloni...).
- Marone è il padre di tutti i bugiardi. Ve lo ricordate il suo blog elettorale (prontamente abbandonato dopo l'elezione)?
Io quando penso a queste cose non posso fare a meno di ricordare un proverbio che mi diceva sempre mia madre: "chi è bugiardo è ladro!".
Ma, forse, si tratta solo di un proverbio antico e sorpassato...
 

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