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Centro commerciale PE4: il punto di vista dei numeri

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Foto di shlomif2 da Flickr

Dopo avere letto molti studi di impatto sul territorio di altri grandi centri commerciali sparsi per l'Italia e non solo, ho analizzato i dati di Garbagnate Milanese e dintorni ricavandone alcune considerazioni utili nelle discussioni sul progetto di centro commerciale a Garbagnate.

Secondo i dati statistici regionali, nel Comune di Garbagnate, al 30 giugno 2009, risultavano esserci:

 

- 12.316 mq di superficie di vendita occupata da piccoli esercizi commerciali (173 cosiddetti di vicinato o inferiori a 150 mq)

- 8.275 mq sono dedicati a medie strutture di vendita

- 7.401 mq sono dedicati a grandi strutture di vendita (Esselunga e Bricocenter)

In totale nel Comune ci sono 27.992 mq di superficie commerciale, a fronte dei 29.400 mq di sola vendita dichiarati per il progetto PE4, che fa certamente temere sul destino delle piccole strutture di fronte all'impatto del mega insediamento, che va attentamente stimato in ogni aspetto.

Per fare un primo e banale paragone, Esselunga ha 4.400 mq di superficie, il Bricocenter "solo" 3.001 mq. Per un paragone con altri centri commerciali conosciuti, Carrefour di Limbiate 23.430 mq, Carrefour di Paderno Dugnano 21.279 mq, Auchan di Rescaldina 23.200 mq.

Il tema dei benefici per il lavoro è essenziale per valutare questa tipologia di investimento, sia per le ricadute sociali di assorbimento della disoccupazione e della sottoccupazione locale, sia perché il miglioramento dell'economia complessiva dell'area dovrebbe essere quasi esclusivamente generato dal volume dei maggiori redditi da lavoro creato dai dipendenti del PE4. Per una corretta valutazione analizziamo la situazione ad oggi.

I dati in mio possesso risalgono all'ultimo Censimento ISTAT del 2001 solo in parte aggiornato nel 2005, aggiornerò queste analisi se dovessi ottenere dati più aggiornati. I dati parlano di un totale di 1.478 addetti per 406 attività nel Comune, con una media di 3,64 addetti per unità locale, lievemente superiore a quella che si registrava in Lombardia (2,98).

Secondo gli intenti dichiarati dalla società PE4, il centro commerciale di via Montenero a Bariana creerebbe circa 600 posti di lavoro. Una valutazione critica di questi numeri è però d'obbligo ed è possibile farla guardando innanzitutto ai dati attuali della Grande Distribuzione (GD).

Questi ultimi provengono dall'Osservatorio Nazionale del Commercio presso il Ministero per lo sviluppo economico e sono aggiornati al 1° gennaio 2008, e ci dicono che per la tipologia delle grandi superfici specializzate in cui rientra il PE4, in Lombardia la superficie commerciale per addetto è di 85 mq. Se applichiamo tali parametri alla superficie progettata per il PE4 (29.400 mq), si ottiene la stima del potenziale occupazionale in rapporto alla superficie di vendita: 346.

Quindi un valore molto inferiore a quello presentato nel progetto e continuamente pubblicizzato.

Alcune esperienze di insediamento di mega-strutture forniscono dati sugli aspetti meno desiderabili del progetto PE4.

Uno studio condotto a maggio 2006 dall'IRER (Istituto Regionale di Ricerca della Regione Lombardia) sull'impatto di sette centri commerciali (attivi da 4-5 anni) in altrettanti comuni di medie dimensioni della provincia lombarda (due nella cinta urbana e cinque fuori città), ha rilevato che: "l'impatto in termini di chiusure/mancate aperture sui punti vendita di piccole dimensioni oscilla tra 1 e 6 punti di vendita ogni 1.000 mq di superficie attivata nel centro commerciale sia nel comparto alimentare che in quello non alimentare. Nel comparto alimentare l'ingresso di un nuovo competitor di grandi dimensioni ha determinato un'accelerazione delle chiusure (già in corso) di punti vendita di piccole dimensioni. Il comparto non alimentare, invece, presenta impatti più rilevanti. Il commercio di vicinato non alimentare richiede un'ulteriore considerazione: l'impatto della nuova apertura si concentra sui punti di vendita specializzati nei settori che vedono una buona presenza nel centro commerciale, in particolare mediamente il 50% dell'impatto riguarda punti di vendita specializzati in abbigliamento e calzature.".

L'analisi dell'istituto di ricerca lombardo circoscrive l'impatto del centro commerciale fino a una distanza d'auto di 10-15 minuti.

Secondo questo studio, a Garbagnate e dintorni le chiusure o mancate aperture di piccoli esercizi commerciali potrebbero variare da un minimo di 29 a un massimo di 174, dei quali la maggior parte sarebbero negozi di calzature e abbigliamento.

La chiusura di questi negozi di vicinato porterebbe, come conseguenza diretta, una perdita di posti di lavoro che è possibile quantificare ipotizzando un numero medio di addetti per ogni esercizio. In base agli ultimi dati dell'Annuario Statistico Regionale che si rifà al Censimento ISTAT del 2001, il numero di addetti per esercizio commerciale è di 3,64. Il risultato è che sarebbero a rischio, nel caso migliore, un minimo di 106 posti di lavoro e nel peggiore un massimo di 633, con una media finale di 369.

 

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