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| Un anno finito nel nulla |
| II Parte - Un anno finito nel nulla |
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Dopo un altro anno di amministrazione Marone, siamo arrivati a fine 2009 con la temporanea fine di due lunghe e travagliate discussioni iniziate quasi ad inizio mandato. Parlo delle possibili convenzioni che l'amministrazione comunale avrebbe voluto stipulare con operatori privati, nel rispetto delle regole stabilite dai Piani Integrati d'Intervento, per la realizzazione di un centro alberghiero-ristorante-fitness nella fornace Maciacchini e i palazzi di via Varese e zona ex Mokarabia.
Poichè molte delle vicende legate a questi progetti, sono avvenute all'oscuro della quasi totalità di noi cittadini, cerco di riepilogare in breve gli accadimenti tra loro collegati e venuti fuori da atti ufficiali e/o articoli di giornale.
Poco più di un anno fa, il Consiglio Comunale, con i soli voti di maggioranza, approva le modifiche a Norme Tecniche di Attuazione e Piani Integrati d'Intervento. Un passo importante e propedeutico per potere mandare a vanti i progetti previsti. A mio parere, è evidente che questi progetti fossero già in mente a grandi linee.
Però la situazione territoriale garbagnatese non è delle più facili. In ballo ci sono anche la fornace Gianotti dove si vorrebbe realizzare il nuovo polo liceale e il PE4 dove da anni si parla di un centro commerciale. Il gioco da realizzare è più simile a una partita a scacchi o al gioco del 15 con tutte le tessere da mettere in ordine e farle incastrare tra loro. Vista la sparizione in mille piccole spese della maggior parte dei 4 milioni di euro recuperati per l'ampliamento dell'Esselunga e della maggior parte dei soldi recuperati dalla mancata realizzazione del nuovo Centro di Aggregazione Giovanile in via Vittorio Veneto, si devono recuperare nuovi soldi per l'acquisto della fornace Gianotti. Viene fuori un accordo al limite della leicità che vedrebbe sparire il campo di calcio e parte del parco di via dei Pioppi in zona Groane. Le condizioni iniziali del protocollo sono ancora valide, anche se hanno perso molta probabilità con il più probabile centro commerciale in zona ex Alfa Romeo.
Quindi l'amministrazione comunale lavora anche su un altro fronte per recuperare i soldi necessari. Si parla della realizzazione di un centro alberghiero con annessi ristorante, centro fitness e sala congressi, tutto al posto della fornace Maciacchini. Il Regolamento del Parco delle Groane lo permette, ma la realizzazione deve passare attraverso i Piani Integrati d'Intervento (PII) che prevedono una convenzione tra pubblico e privato con un forte interesse pubblico nel risultato. Interesse pubblico che si riduce a qualche sconto per i residenti (si parla di un centro con prezzi al pubblico medio-alti) e la gestione della sala convegni sottopagata dal privato quando ne ha bisogno. A settembre il Consiglio Comunale approva per la prima volta la convenzione. Ma i PII prevedono la riapprovazione entro 90 giorni. I dubbi sulla consistenza dell'interesse pubblico nella convenzione, anche tenuto conto che si parla di una realizzazione all'interno del Parco delle Groane, iniziano a prendere anche tra rappresentanti della maggioranza. Probabilmente si sommano attriti legati ad altri progetti, a modalità interne di gestione, a rapporti personali, a fatti a noi sconosciuti, ma il risultato è che inizia un periodo di inattività del Consiglio Comunale che si spera terminata questo mese con la definitiva bocciatura della convenzione (la Giunta comunale ha comunque mandato avanti l'ordinaria gestione del Paese). In particolare sono stati i consiglieri Buvoli, Rescigno e Bianchi, l'assessore Pellegatta e l'ex assessore Bernareggi a contrastare questa realizzazione. Chi per motivi legati ai contenuti della convenzione, chi per la modalità di gestione di tutta la faccenda. Peccato che in questi mesi, l'inattività del Consiglio Comunale abbia provocato effetti collaterali non indifferenti come la mancata restrizione all'applicazione del Piano Casa nel nostro territorio.



Nome: gianlucaaiello
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Commenti
Gli interessi pubblici derivano dal fatto che le abitazioni che si creeranno saranno in parte di edilizia pubblica e convenzionata.
Ma fino a quando non si risolve la questione nomadi, sarà difficile andare avanti.
Non ci sono le distanze dal Canale Villoresi (misurare per credere!).
Le mansarde che non dovrebbero essere abitabili sono più alte della norma (misurare per credere!).
I volumi concessi sono maggiori di quelli convenzionati (avendo, nel frattempo, regalato loro il volume delle scale: regalo che non poteva essere fatto dopo la stipula di una convenzione!).
Qual è l'atto di consiglio comunale che ha modificato la convenzione approvata dalla precedente amministrazione ?
Qualcuno può citarlo?
Inoltre: che fine ha fatto l'area pubblica che doveva essere realizzata sopra i box interrati di via Monviso all'angolo con via Valera?
Hanno monetizzato anche quella?
Qual è la delibera di consiglio comunale che ha modificato la convenzione stipulata dalla precedente amministrazione ?
Qualcun può segnalarla?
Infine: chi ha autorizzato il nuovo insediamento di nomadi vicino alla Fametta?
E, se nessuno l'ha autorizzato, perchè sono sorte case abusive?
Perchè nessuno interviene a ristabilire la legalità?
Che coraggio!!!
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