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Troppi debiti? La legge ti dà una mano ad uscirne fuori scontandoli

LA LEGGE 3/2012 C.D. "SALVA - SUICIDI" A CAUSA DELLE CRISI, FAR FRONTE AI DEBITI CONTRATTI DIVENTA MOLTO DIFFICILE. MA AL CONTRARIO DELLE AZIENDE CHE POSSONO DICHIARARE FALLIMENTO E RICOMINCIARE DA CAPO, I PRIVATI SONO COSTRETTI A FRONTEGGIARE GRANDI DIFFICOLTÀ, CON BANCHE E CREDITORI.

Il debitore in stato di sovraindebitamento, può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi con sede nel circondario del tribunale competente, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente, salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4. Il piano prevede le scadenze e le modalità’ di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalità’ per l’eventuale liquidazione dei beni.

Il piano può’ anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.

Questa legge detta salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia di Equitalia che delle banche,la possibilità di rivolgersi al Tribunale.

Quest’ultimo, una volta accettata la proposta del debitore, nominerà un esperto contabile che analizzerà i conti (debiti e averi) del cittadino e lo aiuterà a mettere in atto un «piano di rientro» creditizio.

I creditori, dall’altra parte, non riceveranno l’intera somma cui hanno diritto, ma solo la parte che realisticamente il debitore può permettersi di pagare. Condizione perché il piano di rientro venga avviato è che esso venga accettato da almeno il 60% di chi deve ricevere i soldi

Anche le banche sono creditori per la legge. Ad esempio, se un cittadino ha contratto un mutuo che non riesce più a pagare a causa di un’effettiva difficoltà economica, egli può proporre all’istituto una riduzione della somma.

Lo stesso discorso vale per Equitalia. Non potendo effettuare un pignoramento sulla prima casa, accettando la rinegoziazione del debito infatti, il fisco riuscirebbe a rientrare in possesso di una parte della somma.

Per quanto riguarda i fornitori: la legge salva-suicidi prevede delle agevolazioni fiscali dovute al fatto che essi percepiscono delle cifre inferiori rispetto a quelle precedentemente pattuite.

 

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