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Ospedale Salvini: LE ESPERIENZE DEGLI UROLOGI GARBAGNATESI AL CENTRO DELL’ATTENZIONE MONDIALE

Le esperienze ed il lavoro degli urologi garbagnatesi al centro dell’attenzione degli specialisti di tutto il mondo.

 

Le tecniche  operatorie ed i risultati ottenuti nel reparto diretto dal dottor Andrea Gregori,  sono stati oggetto di grande interesse da parte della società di urologica  mondiale  nel corso del  32° Congresso della Società Europea di Urologia tenutosi a Londra  dove sono state presentate le principali novità in questo campo.

 

Due i lavori inerenti il trattamento conservativo dei tumori renali  illustrati dagli specialisti del reparto di Urologia dell’Ospedale “G. Salvini”. Grazie al primo studio gli urologi  garbagnatesi Andrea  Benelli e  Virginia Varca hanno dimostrato come la laparoscopia con visione tridimensionale sia superiore al tradizionale approccio con visione bidimensionale.

Un tecnica resa possibile dalle sofisticate attrezzature in dotazione in questo centro dell’Asst Rhodense. Il lavoro  diretto da Andrea Gregori ha coinvolto 60 pazienti sottoposti ad un intervento laparoscopico mini-invasivo di tumorectomia renale, chirurgia che consente l’asportazione del tumore risparmiando l’organo in questione. L’analisi dei dati prevedeva la suddivisione della popolazione in due gruppi, uno trattato con laparoscopia tradizionale (bidimensionale) e l’altro con visione tridimensionale. Il confronto dei dati intra- e postoperatori nelle due popolazioni ha evidenziato come nei pazienti operati con tecnologia 3D i tempi operatori di sutura e di ischemia renale risultino significativamente inferiori.   Questa tecnologia consente quindi al chirurgo maggiore rapidità e precisione durante l’intervento, ciò si traduce in ridotte perdite di sangue per il paziente, con un sempre più favorevole e rapido decorso postoperatorio.

E’ stata inoltre presentata in un video un’innovativa tecnologia che consente di ottenere una ricostruzione della vascolarizzazione per eseguire un intervento di asportazione di tumore renale. Grazie ad un particolare programma che utilizza le immagini TC l’equipe è in grado di ricostruire una mappa tridimensionale della vascolarizzazione renale che li guidi durante la procedura chirurgica, permettendo loro una sempre più selettiva scelta dei vasi renali da “clampare” (chiudere) prima di rimuovere il tumore.

Tale tecnologia si è  dimostrata componente fondamentale ed imprescindibile per un approccio moderno alle patologie renali e non solo. Soddisfazione per i risultati raggiunti è stata espressa anche dal direttore generale dell’Asst Rhodense, Ida Ramponi.

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