urban-blog-tv

Il Notiziario e la Riforma Costituzionale

Il Notiziario del 13 Maggio 2016
Clicca per ingrandire

Oggi vorrei trattare un tema non strettamente legato al nostro territorio, ma che riguarda comunque anche noi e che riprende un editoriale del Direttore de “Il Notiziario” Piero Uboldi.

Sull’ultimo numero del settimanale locale infatti lo stimatissimo (da me) Direttore ha pubblicato un suo editoriale sul Referendum per la Riforma Costituzionale a cui saremo chiamati a partecipare il prossimo Ottobre.

Uboldi in particolare si dice preoccupato del fatto che il Referendum assumerà “un significato che nulla c’entra, sta diventando uno stupido e pericoloso “banco di prova” per il governo in carica: se vinci il Si, Renzi continua a governare, se vince il No, va a casa.

Dimentica però di dire che questo significato glielo ha voluto dare proprio il Premier con le sue dichiarazioni, non esiste infatti nessun vincolo di legge che lo obblighi a lasciare o a far cadere il Governo e se lo facesse sarebbe una sua libera scelta. Certo è che questa scelta andrebbe poi capita, visto che magari l’intenzione è quella di “svuotare” le imminenti elezioni Amministrative del loro significato politico considerando i rischi che presentano per la maggioranza al governo.

La mia “critica” all’editoriale di Uboldi è però maggiormente indirizzata a quando elenca i motivi per i quali si dovrebbe andare a votare, in particolare quando dice che chi vuole questa riforma vuole ridurre il numero dei parlamentari stipendiati; vuole rendere più snello il meccanismo di approvazione delle leggi; vuole mettere un tetto alle indennità dei consiglieri regionali; vuole abolire definitivamente le Province e il Cnel o ancora vuole introdurre il referendum propositivo oltre a quello abrogativo.

Leggendo tutto ciò un lettore poco attento dovrebbe chiedersi: “ma perché c’è anche chi non vuole questa riforma Costituzionale?”

Ebbene sì, sapremo solo ad Ottobre quanti saranno, ma il quadro dipinto dal giornalista del Notiziario tralascia qualsiasi obiezione a questa riforma alla quale, tanto per fare qualche nome, sono contrari alcuni tra i più importanti studiosi della materia tra i quali mi piace ricordare Gustavo Zagrebelsky, Lorenza Carlassare, Stefano Rodotà, Alessandro Pace e tanti altri.

Potremmo allo stesso modo dire che chi vuole bocciare questa riforma vuole impedire che si rafforzi il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari; impedire che si renda più confuso e conflittuale il rapporto tra la Camera e il nuovo Senato; impedire che venga triplicato il numero di firme necessarie per i disegni di legge di iniziativa popolare; impedire il moltiplicarsi dei provvedimenti legislativi e l’incremento della confusione; e così via.

Avrei preferito, da un editoriale di poche righe in prima pagina, una maggiore obiettività e chiarezza sulla questione Referendum Costituzionale, visto che ancora una volta saremo chiamati in primo luogo ad informarci e poi a scegliere cosa fare.

Certo che ancora una volta potrebbe succedere quello che abbiamo visto nel 2006 quando fummo chiamati ad esprimerci sulla riforma Costituzionale approvata dall’allora Governo Berlusconi e che fu bocciata, nonostante a mio parere alcuni passaggi erano senz’altro apprezzabili, ma come spesso accade in queste situazioni se nella stessa riforma vengono inserite delle modifiche inaccettabili il destino dell’intero provvedimento diventa fallimentare.

Forse, se la strada è Costituzionalmente percorribile, la soluzione ideale sarebbe quella di “spacchettizzare” il provvedimento al fine di poter giudicare e quindi votare i singoli punti (o più punti accorpati se dipendenti l’uno dall’altro) ed eventualmente abolire quelli non graditi alla maggioranza degli Italiani, ma questa al momento è solo una ipotesi remota.

 

Iscriviti alla nostra Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Iscriviti qui e ricevi gratuitamente i nostri ultimi articoli via email
Potrai cancellarti quando vuoi
Commenti