Disservizi Trenord, “Così il viaggio diventa un calvario quotidiano!”

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Aria irrespirabile, temperatura eccessiva e, soprattutto, numero di carrozze inadeguato per le ore di punta. Il risultato? treni pieni zeppi di gente fino alle porte e a volte gente che rimane a terra soprattutto da bollate in avanti, racconta un neo pendolare della linea S1. “Perché il viaggio per andare/tornare dal lavoro/scuola dev’essere quotidianamente un calvario?”. Non pensavo di vivere quanto narrato dai “vecchi pendolari della linea S1” ma ora che l’azienda per cui lavoro si è da poco trasferita a San Donato Milanese, vivo quotidianamente tale esperienza. Ora mi chiedo -continua il neo pendolare- perché un abbonato che paga regolarmente un abbonamento mensile o annuale che sia, non deve poter salire su un treno, ma deve aspettare per decine di minuti il treno successivo arrivando in ufficio in ritardo? Questo disservizio – prosegue –, chi lo paga? Noi utenti? Perché l’azienda non prevede, visto il numero di passeggeri presenti nelle ore di punta, treni più capienti? E poi – aggiunge ancora l’utente trenord –, altra questione importante, la temperatura all’interno delle carrozze. Fino a qualche anno fa esistevano treni con la possibilità di aprire i finestrini. Ora invece la regolazione della temperatura è automatica e quando i treni sono stracolmi di gente, non è adeguata, e spesso la respirazione del viaggiatore risulta affannosa. Insomma – conclude il nostro interlocutore – perché il viaggio per andare/tornare dal lavoro/scuola dev’essere quotidianamente un calvario? Non siamo nel terzo mondo, che dite?

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