A proposito di commenti

© Olga_sweet | Dreamstime Stock Photos & Stock Free Images
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Volevo finalmente fare chiarezza sulla questione “commenti” a questo blog, anche a seguito di alcune email ricevute ed alcune richieste di conoscenti/lettori del blog pervenute in questi ultimi mesi.

Come i più avranno notato abbiamo radicalmente cambiato la grafica del blog passando da una piattaforma di gestione (Joomla) ad un’altra (WordPress) sia per motivi tecnici che pratici.

Anche in questa versione ho preferito mantenere il sistema di commenti con il servizio offerto da Disqus che ben si integra all’interno del blog stesso.

Disqus è un servizio online di discussione e gestione dei commenti per comunità online che si integra facilmente all’interno di siti e blog, lo stesso che utilizzano (nella versione Premium) importanti siti quali CNN, Daily Telegraph, Wired, Il Fatto Quotidiano.

Il sistema di commenti permette di usare uno pseudonimo o il proprio nome reale, ma per accedere allo stesso è necessario registrarsi con il proprio account Facebook, Twitter o Google+ o in alternativa registrarsi direttamente di Disqus.

Il sistema permette il filtro efficace contro i messaggi di spam ed una gestione integrata per la moderazione delle conversazioni

Come qualcuno ricorderà qualche mese fa il sistema dei commenti fu chiuso, questo a seguito di una email con la quale fui minacciato di querela per un commento apparso a margine di un post presente sul blog.

Il blocco dei commenti lo inserii non tanto per paura delle conseguenze di tale minaccia (la responsabilità è personale, quindi a carico di ha inserito il commento), ma per l’impossibilità, in quel particolare periodo, di moderare efficacemente coloro i quali sono soliti utilizzare queste pagine per attacchi personali, quasi sempre anonimi, verso terzi senza aggiungere nulla alle discussioni che di volta in volta si sono generate su queste pagine.

Un altro episodio risale invece a un anno e mezzo fa, quando fui contattato dalla Polizia Postale che mi chiedeva informazioni su dei commenti apparsi sul blog a seguito di una querela/denuncia da parte di qualcuno che non si è mai identificato, ma che visto il soggetto dei quattro commenti (e una vignetta) incriminati non era difficile immaginare da dove provenisse (e non si tratta di politici).

In quell’occasione fui convocato negli uffici della Polizia Postale a Milano, diedi le informazioni che volevano e poi non ne seppi più nulla, ma la finalità intimidatoria della denuncia mi sembrò fin da subito evidente!

Ho ricordato questi fatti solo per far notare che non è così semplice gestire un blog, anche se locale, sopratutto quando c’è qualcuno che con dei commenti anonimi vuole metterci in difficolta e buttarla in caciara.

Per il futuro mi sento di confermare che i commenti rimarranno attivi, magari in qualche occasione saremo costretti a “moderarli”, ma .  [highlight style=’yellow’]la discussione, la condivisione di pensieri e il confronto è sempre stato e sempre sarà il punto fondante di questo blog [/highlight].

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